Home Le nostre risposte alle vostre domande Da medico vi chiedo se i test di personalità possono avere una qualche applicazione in campo ginecologico e sessuologico.
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I test di personalità possono aiutare il clinico su diversi piani:

  1. consentendogli una conoscenza più rapida ed obbiettiva del quadro psicologico della paziente e della sua rilevanza in ordine di eziologia dei sintomi;
  2. consentendogli di valutare il tipo e l'entità della disfunzione psichica attraverso la messa a fuoco di aspetti come l'ansia, la depressione, i conflitti emotivi, i problemi di identità sessuale, l'autopercezione corporea, la sofferenza soggettiva, e di molti altri indicatori, a seconda degli strumenti utilizzati;
  3. consentendogli di rilevare potenzialità e risorse della persona da utilizzare nel processo terapeutico;
  4. consentendogli di orientarsi verso un trattamento psicoterapeutico confacente ai problemi della paziente;
  5. consentendogli infine di valutare gli effetti della terapia sul piano psicologico in relazione alla scomparsa o meno dei sintomi.

Ad esempio, in una paziente che presenti un quadro disforico accompagnato da anafrodisia e che al tempo stesso sia sotto stress per una separazione, il medico può evidenziare, attraverso i test ripetuti, se ed in quale misura il problema lamentato sia l'effetto reattivo della situazione o di una disfunzionalità personale (segno precursore di una depressione endogena, di un'omosessualità latente repressa, di una psicastenia su base temperamentale, ecc..). L'impiego di test di personalità permette, in alcuni casi, di escludere l'ipotesi dell'eziologia ambientale e psicologica a favore di un'eziologia organica. Inoltre, attraverso questi test è possibile la comparazione e la verifica delle diverse strategie terapeutiche, che possono essere così valutate in maniera indipendente dai resoconti della paziente. Il medico, nel far utilizzare un determinato test e nel richiederne la somministrazione e la valutazione ad uno psicologo, dovrebbe sincerarsi che lo strumento in questione sia accreditato dalla Comunità Scientifica. A parte alcune tecniche psicodiagnostiche proiettive che godono di prestigio in virtù di una lunga sperimentazione clinica (come il Rorschach e il T.A.T.), sarebbe bene che il medico si orientasse verso quei test che sono stati costruiti con criteri psicometrici, ossia verso quei test di personalità che presentino i necessari prerequisiti statistico-matematici, cioè l'attendibilità, la fedeltà e la standardizzazione, oltre alla validità di contenuto e di costrutto.