- Articoli di Psicologia clinica
- da interattivamente
- 20 Gennaio 2022
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Effetti psicologici del Covid, del long Covid e della Pandemia
Come affermato più volte, lo studio di uno psicoterapeuta, oltre ad essere un mini laboratorio sociale, può essere considerato un piccolo osservatorio sul «disagio di una civiltà». Le psicologie cliniche e le psicoterapie, infatti, essendo orientate ad intervenire sulle manifestazioni del malessere umano, riescono a catturare, e a volte con largo anticipo, le diverse e più recenti configurazioni disfunzionali che caratterizzano il disadattamento e le difficoltà di uomini e donne in una data epoca storica, culturale e sociale (Cushman 1995; Inghilleri e Fasola 2005; Inghilleri e Gasparini, 2009; Inghilleri, 2022, in corso di stampa).
Cominciano ad essere numerose le ricerche che cercano di esplorare le conseguenze della malattia, soprattutto in ambito neurologico, come afferma un interessantissimo articolo pubblicato sul National Geographic.
I medici stanno appena cominciando a capire che questo nuovo coronavirus non colpisce solo i polmoni e il cuore, ma provoca conseguenze anche in altri organi, incluso il cervello. “I pazienti arrivavano in ospedale con grave depressione, allucinazioni e paranoia — e risultavano positivi al test della COVID-19”, afferma Maura Boldrini, neuroscienziata e psichiatra presso il Columbia University Irving Medical Center di Manhattan.
A quasi due anni dall’inizio della pandemia, si sta rilevando che i problemi neurologici dati dalla COVID-19 possono perdurare nel tempo e anche aggravarsi. Dopo essere guariti dall’infezione, un allarmante numero di pazienti rimangono affetti da confusione mentale, ansia e depressione, hanno difficoltà a pensare lucidamente, a ricordare le cose e a esprimersi. Non tutti sono stati ricoverati, alcuni sono soggetti che hanno avuto solo sintomi lievi. Oggi questi problemi neurologici fanno parte della sintomatologia della sindrome chiamata “long COVID” che comprende almeno 203 sintomi che interessano dieci organi diversi. Si sa ancora poco sui meccanismi che stanno dietro a molti di questi sintomi, ma i ricercatori sono sempre più convinti che lo stato infiammatorio giochi un ruolo determinante.
E a livello psicologico che accade?
Nel piccolo campione di persone che hanno avuto accesso ai servizi del nostro Centro clinico di psicoterapia, abbiamo registrato un aumento progressivo di richieste di sostegno psicologico e di psicoterapia, che riguardano i disturbi d’ansia e le depressioni. Due anni di pandemia sono lunghi ed ora cominciano a manifestarsi in una sorta di “sindrome” caratterizzata da:
- Attacchi di panico
- Ansia generalizzata
- Depressione e tristezza
- Assenza di senso per la vita
- Sensazione di imprigionamento
- Disturbi osessivi (idee intrusive, comportamenti rituali ecc..)
- Ipocondria
- Paura
- Autoesclusione sociale o evitamento sociale
- Senso di precarietà
- Disturbi del sonno e dell’attenzione
- Impotenza
- Senso di solitudine
I sintomi psicologici non sono inferiori a quelli somatici, purtroppo, per il momento, tutto ciò è ancora assolutamente sottovalutato dalle Autorità Istituzionali e l’intervento clinico è totalmente caricato sulle spalle delle persone.

















