- Pensieri psicoterapeutici
- da interattivamente
- 19 Dicembre 2013
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Il potere del condizionamento culturale
Il potere del condizionamento culturale mi è balzato agli occhi di recente, quando mi hanno raccontato la storiella di un uomo e di suo figlio, entrambi coinvolti in un incidente d’auto. L’uomo era morto e il figlio era stato trasportato all’ospedale. Il chirurgo, entrando in sala operatoria, aveva esclamato: “Non posso operare questo ragazzo. E’ mio figlio.” La persona che mi aveva raccontato la storiella mi domandò: “Chi è il chirurgo?”. Sulle prime pensai fosse un indovinello, un paradosso, o un Koan. Non sapevo proprio cosa rispondere. Ma la risposta era semplice: il chirurgo era la madre del ragazzo. La risposta più ovvia non mi era neppure venuta in mente. Benché non creda di avere consapevolmente alcun pregiudizio contro le donne, nel presupporre che il chirurgo fosse un uomo era palese la forza del condizionamento culturale. Questo mi fece capire come molte delle nostre azioni si fondano su percezioni culturalmente condizionate e di cui, forse, non siamo minimamente consapevoli. Quanta parte di quel che facciamo deriva da questo condizionamento per lo più ignorato?

















