- Articoli Psicoterapia
- da interattivamente
- 13 Dicembre 2013
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Problemi nella formazione della coppia
(Dr.ssa Simona Luciani, psicologa-psicoterapeuta-Padova)
L’egoismo non consiste nel vivere come ci pare, ma nell’esigere che gli altri vivano come pare a noi
(O. Wilde)
Quando l’individuo conserva un rapporto alquanto stretto con la famiglia d’origine, consapevolmente o meno tende ad operare scelte che lo portano ad allinearsi alla “visione della vita” presente all’interno del nucleo di provenienza, ovvero a cercare un certo tipo di partner e di legame di coppia. Viceversa, quando si ribella al mandato familiare e alle annesse pressioni, spesso e volentieri finisce per scegliere il partner che ha caratteristiche opposte a quelle suggerite dal mandato stesso. Entrambe le soluzioni comportano il rischio d’intrecciare una relazione sentimentale che lascia insoddisfatte le esigenze personali.
La probabilità di operare scelte di questo tipo è maggiore quando l’individuo è inserito all’interno di un contesto familiarein cui l’emancipazione dei figli viene ostacolata o resa problematica dagli altri componenti del nucleo. In alcuni frangenti, i figli risultano infatti funzionali alla preservazione degli equilibri relazionali della famiglia. In altri, svolgono un ruolo centrale all’interno dei conflitti coniugalidei genitori, fino al punto di farsi di carico delle aspettative e dei bisogni di compensazione della famiglia d’origine.
A volte, il bisogno di allinearsi o contrapporsi alle dinamiche relazionali vissute all’interno del contesto familiare d’origine può portare a coltivare l’illusione che il partner o la storia di coppia costituiscano “la soluzione” ai problemi irrisolti del passato, così come a tentare di perseguire una meta ideale che inevitabilmente viene delusa, in quanto nessun partner è in grado di collimare con il modello di relazione che l’individuo anticipa alla luce del suo peculiare percorso biografico. Il tutto comporta anche il pericolo di perdere di vista l’obiettivo di “costruire con l’altro” la relazione di coppia, a vantaggio dell’inclinazione a “costruirla sopra l’altro” (Santandrea, 2009).
Il primo campanello d’allarme è costituito dal desiderio di cambiare il partner, che spesso si manifesta già dall’avvio della storia di coppia. Difatti, un conto è comunicare il messaggio “io ho bisogno di te” e un conto è trasmettere il concetto “io ho bisogno che tu sia così”, poiché in questo secondo caso l’individuo finisce con l’accettare solo le parti del partner che rientrano nel suo progetto iniziale, arrivando all’appuntamento di coppia con un disegno prestampato da colorare, anziché con un foglio bianco da riempire insieme all’altro (Santandrea, 2009). Alla luce di tali presupposti, stenta nell’amare il partner per ciò che è e al contempo cerca di cambiarlo, plasmarlo, indirizzarlo o perfezionarlo. Gli sforzi mirati ad ottenere questi cambiamenti generano però una resistenza più o meno evidente nell’altro, che può giungere a manifestare rappresaglie, desiderio di rivalsa, reazioni depressive, problemi d’ansia odifficoltà sessuali.

















